Progetto
DESERTEC: il Sahara sarà la centrale solare europea?
Il mondo ha bisogno di circa 13 Tera Wattora di energia ogni anno,
una cifra che salirà a circa 20 Tera Watt entro il 2020. La quantità di
luce solare ricevuta dal pianeta terra in ogni secondo è circa 120000
Tera Wattora, ovvero 9000 volte quello che serve all’umanità intera. Nel
caso dell’energia solare la questione è concettualmente semplice:
catturando circa l’1 percento dell’energia totale ricevuta dalla terra il
mondo potrebbe essere completamente indipendente da qualsiasi altra fonte
energetica.
Da dove iniziare? I deserti sono le parti del mondo dove c’è più sole in
assoluto. Con la tecnologia esistente sarebbe possibile trasportare
letteralmente l’energia elettrica generata da enormi centrali e sotto
centrali solari alle linee elettriche internazionali. Notoriamente si
associa il solare ai pannelli solari fotovoltaici. In realtà per questo
ambizioso progetto la tecnologia idonea è quella termodinamica a
concentrazione, nota come CSP (Concentrated Solar Power).
Per soddisfare tutti i bisogni di energia elettrica per l’Europa, in linea
di principio, sarebbe necessario soltanto lo 0,3 percento della luce
ricevuto dal deserto del Sahara e dai deserti Medio Orientali: un’area
più piccola del Galles. Partendo da questo presupposto un gruppo di
industriali tedeschi nel mese di luglio 2009 hanno lanciato quello che
potrebbe essere il più grande progetto solare del mondo: un consorzio a
lungo termine per il finanziamento e la realizzazione di un progetto
colossale: il consorzio è guidato da Munich Re, e sono presenti colossi
come E. ON, Siemens e Deutsche Bank.
Il progetto, denominato DESERTEC, ha l’ambizione di fornire il 15
percento del fabbisogno europeo di energia elettrica.
Sarà un progetto incredibile e non facile. Il costo stimato è di circa
555 miliardi di Euro e potrebbe rappresentare solo un trance del totale.
Ma considerando che l’Agenzia Internazionale per l’Energia calcola in 45
mila miliardi di dollari per i prossimi 40 anni per nuovi sistemi
energetici, il progetto potrebbe non essere in fondo così costoso. Il
vero problema portare l’energia verso l’Europa. Il piano ha l’appoggio
della Commissione Europea il cui Istituto per l’Energia prevede una rete
di installazioni di centrali CSP collegati con un sistema di trasmissioni
di nuova concezione ad alta tensione. Questo sistema di trasmissione
dell’energia potrebbe anche catturare l’energia della forza del vento da
tutta l’Europa occidentale e il Nord Africa. La costruzione di tale
sistema di trasmissione, formato da linee di terra e cavi sottomarini è
tecnicamente impegnativo ma non di certo impossibile.
Uno studio indipendente effettuato nel 2006 ha calcolato che tutta
l’energia necessaria per alimentare gli Stati Uniti sarebbe fornibile
realizzando una copertura di 40 mila km quadrati (200 km x 200 km). Le
centrali dovrebbero essere realizzate nelle aree maggiormente soleggiate
come quelle del sud-ovest e l’energia indirizzata verso le aree più
fredde e nuvolose nord-orientali ed occidentali.
Tutto questo costerebbe agli Stati Uniti circa 4,5-6 mila miliardi
dollari. Considerando un prezzo del petrolio di 100 dollari al barile e
il numero di barili di petrolio importati al giorno nel 2006 il il
"ritorno dell’investimento" solare sarebbe oscillerebbe tra i 9
e i 12 anni considerando nel calcolo i risparmi di carbone e gas.
Nel dicembre 2007, tre ricercatori hanno pubblicato un studio sulla
rivista Scientific American nel quale sostengono che entro il 2050 molte
aziende produrranno qualcosa come 3000 Giga Watt nel sud-ovest americano
ed in più una larga distribuzione di centrali del tipo DESERTEC saranno
funzionanti. L’eccesso dell’energia prodotta nel periodo diurno potrebbe
essere conservato sotto forma di aria compressa sotto forma di caverne
sotterranee, che potrebbero poi essere utilizzate per i bisogni
energetici notturni. Con una nuova griglia di distribuzione dell’energia
sarebbe possibile fornire circa il 69 percento dell’energia degli Stati
Uniti entro il 2050. Questa nuova griglia di distribuzione dell’energia,
nota come Smart Grid e nominata "Green Power Express" è stata
soggetto del piano di stimolo del presidente Obama nel febbraio del 2009.
Questo progetto internazionale avrebbe un successo completo se Stati
Uniti e Cina sincronizzassero i loro interessi. Ma la storia suggerisce
cautela: le nazioni ricche sicuramente esiteranno sostituire la loro
dipendenza di petrolio proveniente da aree molto soleggiate con impianti
solari provenienti dagli stessi paesi.
Desertec è
un progetto di una rete di le centralielettriche e infrastrutture per la trasmissione di energia elettrica a
lunga distanza finalizzate alla distribuzione in Europa di energia
prodotta da fonti rinnovabili (in particolare energia solaredai
deserti del Sahara e del Medio Oriente tramite la tecnologia del solare termodinamico ed energia eolica prodotta
sulle coste atlantiche), proposto dalla Desertec Foundation.
Il progetto verrà portato avanti dal
consorzioDII gmbH / Desertec Industrial Initiative (composto da un gruppo di imprese europee
e dalla Fondazione Desertec. Desertec è nato sotto gli auspici del Club di Roma e
della tedesca Trans- Mediterranean Renewable Energy Cooperation TREC)
Il 22 marzo 2010 è stato annunciato che
anche Enel Green Power, insieme ad altre aziende di Spagna, Francia e
Marocco, è entrata nella joint venture .
Il 30 settembre 2010 Terna come gestore
nazionale della rete di trasmissione elettrica nazionale
entra a far parte in quota paritetica del Desertec Industrial Initiative.