Disastro di cernobyl
Nel 1979 si verificò il primo grave incidente nella centrale di Three Mile Island in Pensylvania con parziale fusione del nocciolo e fuga di materiale radioattivo.
Il 26 aprile 1986 nella città di Cernobyl dell’Ucraina al confine con la Bielorussia (all’epoca entrambe apprtenenti all’exURSS) nella centrale nucleare V. I. Lenin. era stato programmato lo spegnimento del reattore 4 per manutenzione e approfittando di questa occasione si voleva condurre anche un esperimento: valutare se l’inerzia della turbina/alternatore senza alimentazione di vapore era in grado di far funzionare i sistemi di sicurezza (pompe che assicuravano la circolazione dell’acqua refrigerante del nocciolo) per il tempo necessario ai generatori diesel di emergenza ad intervenire.
Un’insieme di pecche
progettuali del reattore e di negligenze del personale causarono il disastro.
Si innescò una prima esplosione che fece saltare il coperchio d’acciaio del nocciolo. I materiali del nocciolo ad altissima temperatura a contatto con l’ossigeno presero fuoco e generarono un violentissimo incendio che insieme all’esplosione liberò una gran quantità di materiali radioattivi dal nocciolo scoperto e semifuso.
Nei giorni e settimane successive un esercito di persone per lo più pompieri e militari male equipaggiati si prodigarono a spegnere gli incendi raccoglier il materiale radioattivo disperso in seguito all’esplosione ed a ricoprire il nocciolo semifuso in un enorme sarcofago di cemento per bloccare le radiazioni proveniente dal nocciolo scoperto.
La cattiva qualità dei materiali utilizzati ha però determinato un gran numero di crepe nel sarcofago e così si è tenuto un G7 per raccogliere fondi per la ricostruzione e messa in sicurezza del sarcofago. Ad oggi purtroppo nessun reale intervento è stato ancora effettuato.
In Giappone, a seguito del terremoto di Sendai, nel marzo 2011, una serie di quattro distinti gravi incidenti occorsi presso la centrale nucleare Fukushima I hanno causato il Disastro di Fukushima Daiichi.