TRAMA DEL FILM LA VITA è BELLA
Il film è ambientato verso la fine degli anni Trenta in Toscana, dove
due giovani lasciano la campagna per trasferirsi in città, ad Arezzo.
Guido, interpretato da Benigni, il più vivace, vuole aprire una
libreria nel centro storico, l'altro Ferruccio, Sergio Bustric, fa il
tappezziere ma si diletta a scrivere versi comici e irriverenti. In
attesa di realizzare le loro speranze, il primo trova lavoro come
cameriere al Grand Hotel dello zio Eliseo, interpretato da Giustino
Durano, e il secondo si arrangia come commesso in un negozio di stoffe.
Appena arriva ad Arezzo, in una campagna, Guido incontra casualmente
una giovane maestra, Dora, il cui volto è quello di una bellissima
Nicoletta Braschi, del cui sguardo si innamora immediatamente e, per
conquistarla, inventa l'impossibile, le appare continuamente davanti,
si traveste da ispettore di scuola, la rapisce con la Balilla...; ma
Dora si deve sposare con un vecchio compagno di scuola, e tuttavia non
è soddisfatta perché vede molto cambiato il carattere dell'uomo con
l’avvento delle leggi razziali. Quando al Grand Hotel viene annunciato
il matrimonio, Guido irrompe nella sala in groppa al cavallo dello zio
e porta via Dora. Si sposano ed hanno un bambino, Giosuè il cui volto
innocente è quello di un bravissimo Giorgio Cantarini. Imposte le leggi
razziali, arriva la guerra. Guido, di religione ebraica, viene
deportato insieme al figlioletto e allo zio. Dora decide
volontariamente di seguire la propria famiglia nel lager pur sapendo a
cosa andasse incontro. Nel campo di concentramento, per tenere il
figlio al riparo dai crimini che vengono perpetrati, Guido fa credere
al bambino che quel “viaggio” era il regalo per il suo compleanno, gli
fa credere inoltre che si trattava di un gioco a punti, in cui
bisognava superare delle prove per vincere un carroarmato vero . Così
va avanti, fino al giorno in cui Guido viene allontanato ed eliminato.
Ma la guerra nel frattempo è finita, Giosuè esce dal lager su di un
carroarmato americano, come un vero vincitore. Ciò che gli aveva
promesso il padre si era realizzato, incontra la madre e le va incontro
contento, gridando «Abbiamo vinto!».
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