IMPIANTO SOLARE TERMODINAMICO
e per la produzione di
energia elettrica. A differenza dei comuni pannelli solari termici per la generazione di acqua calda a
fini domestici (con temperature inferiori a COME FUNZIONA...
Degli specchi parabolici concentrano la luce diretta del sole su
un tubo ricevitore posto nel fuoco del paraboloide. Dentro il tubo
scorre un
fluido (detto fluido termovettore perché adatto ad immagazzinare e
trasportare calore), che assorbe l'energia e la trasporta in un serbatoio di
accumulo, necessario se si vuole supplire ai momenti di scarsa o nulla
insolazione (come
la notte). Per esempio nella centrale sperimentale Archimede
di Priolo l'accumulo termico è sufficiente per coprire la produzione elettrica
per 8 ore in assenza di sole .
L'accumulo è in contatto termico con uno scambiatore di
calore, che attraverso una caldaia genera vapore; questo viene utilizzato per muovere
delle turbine collegate a sua volta a degli alternatori per produrre così corrente elettrica. Il
fluido termovettore può essere 'olio diatermico' oppure sali fusi . Una volta 'catturata' l'energia del
Sole (sorgente) il processo di produzione ovvero conversione in energia
elettrica è quindi del tutto analogo, se non identico, a quanto avviene in una
comune centrale termoelettrica.
Gli specchi concentratori sono completamente
automatizzati in modo da inseguire costantemente il Sole nel suo moto apparente
in cielo massimizzando così la resa di captazione solare durante l'intero arco
della giornata. L'abbassamento verso terra dello specchio durante la notte
consentirebbe anche l'eventuale pulizia della superficie contro l'accumulo di
polveri. Sono
possibili anche analoghe centrali solari con specchi riflettenti piani
non
parabolici che riflettono e concentrano l'energia solare su una torre
solar posta al centro dell'impianto, su cui scorre il fluido
termovettore e percentrali solari a torre.