IMPIANTO SOLARE TERMODINAMICO

In ingegneria energetica un impianto solare termodinamico, anche noto come impianto solare a concentrazione, è una tipologia di impianto elettrico che sfrutta, come fonte energetica primaria, la componente termica dell'energia solare per la produzione di energia elettrica. A differenza dei comuni pannelli solari termici per la generazione di acqua calda a fini domestici (con temperature inferiori a 95 °C), questa tipologia di impianto genera medie ed alte temperature (fino a 600 °C) permettendone l'uso in applicazioni industriali come la generazione di elettricità e/o come calore per processi industriali.
Si tratta dunque di una tecnologia energetica alternativa e rinnovabile rispetto a quelle tradizionali basate su combustibili fossili e nuclea ri, il cui principio di funzionamento ha lontane origini storiche essendo fatta risalire a più di 2 millenni fa all'idea di Archimede sui famosi specchi ustori.

                                                                                        COME FUNZIONA...


Degli specchi parabolici concentrano la luce diretta del sole su un tubo ricevitore posto nel fuoco del paraboloide. Dentro il tubo
scorre un fluido (detto fluido termovettore perché adatto ad immagazzinare e trasportare calore), che assorbe l'energia e la trasporta in un serbatoio di accumulo, necessario se si vuole supplire ai momenti di scarsa o nulla insolazione (come
la notte). Per   esempio nella centrale sperimentale Archimede di Priolo l'accumulo termico è sufficiente per coprire la produzione elettrica per 8 ore in assenza di sole . L'accumulo è in contatto termico con uno scambiatore di calore, che attraverso una caldaia genera vapore; questo viene utilizzato per muovere delle turbine collegate a sua volta a degli alternatori per produrre così corrente elettrica. Il fluido termovettore può essere 'olio diatermico' oppure sali fusi . Una volta 'catturata' l'energia del Sole (sorgente) il processo di produzione ovvero conversione in energia elettrica è quindi del tutto analogo, se non identico, a quanto avviene in una comune centrale termoelettrica.                                         
Gli specchi concentratori sono completamente automatizzati in modo da inseguire costantemente il Sole nel suo moto apparente in cielo massimizzando così la resa di captazione solare durante l'intero arco della giornata. L'abbassamento verso terra dello specchio durante la notte consentirebbe anche l'eventuale pulizia della superficie contro l'accumulo di polveri. Sono possibili anche analoghe centrali solari con specchi riflettenti piani non parabolici che riflettono e concentrano l'energia solare su una torre solar  posta al centro dell'impianto, su cui scorre il fluido termovettore e percentrali solari a torre.



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